“Perché la vita è un brivido”, ha cantato ieri una vocalist più emozionata del solito, intonando egregiamente le note di Sally, da un palco che l’ha vista protagonista in tante occasioni, ma ieri per la prima volta insieme agli AEMA. Un brivido forse non dissimile dal fremito di complicità che ha avvolto i tasti, le corde, le note dei cinque strumenti, i quali dal sorriso, più che dalle braccia, hanno ricevuto la carica necessaria a coinvolgere un pubblico quanto mai eterogeneo. Un brivido sicuramente non diverso da quello che ha risalito le membra di tutti gli spettatori, nell’assistere ad un’altra magistrale interpretazione musicale, la prima tappa dell’ “Essenza” tour.
Un appuntamento, questo con il pubblico tursitano, in progetto da tempo, sfumato o sospeso sempre per motivi diversi, ma finalmente onorato nel migliore dei modi: alla folla che li ascoltava meravigliata, gli AEMA hanno regalato perle come , E la luna bussò, Johnny be good, What’s up, fino alla emozionante Wish you were here , il duetto con cui Emmanuel e Luciana hanno salutato gli astanti. Le note hanno danzato freneticamente sul manico delle due chitarre, intrecciandosi alle dita di Graziano e Francesco, mentre il tutto è stato condito dal basso del mitico Giorgione e dalla energica batteria di Antonio, nascosta visivamente ma vivida nell’acustica. Qualche inconveniente è stato creato da piccoli disguidi tecnici, ai quali si è subito ovviato; anch’essi hanno dato sale ad una serata che non avrebbe potuto non riuscire.
Un continuo giocare a rincorrersi, un chiamarsi e rispondersi di assoli, variazioni, arrangiamenti; un continuo dialogo tra strumenti musicali infuocati di passione sincera (quella che gli AEMA hanno sempre dimostrato) . Del resto, quando è il cuore a far da metronomo, la serata va sempre per il meglio!. E’ stato così anche ieri, schernendo nel migliore dei modi alcune previsioni diffidenti, che l’avrebbero data vinta allo scetticismo: “La musica non è una sfida, non ce n’è una vincente e una perdente. Piuttosto c’è quella sincera e quella che non lo è”. Come dar torto a queste parole catturate alla fine del concerto, mentre i sei smontavano il palco dai loro strumenti?
“Non avevamo una scaletta in realtà; non c’è stato il tempo per provare tutti insieme, perciò abbiamo improvvisato. Siamo saliti sul palco semplicemente con la voglia di suonare e di fare ciò che ci riesce bene, di divertirci”. E di farci divertire, è doveroso aggiungere.
Se il buon giorno si vede dal mattino, l’Essenza Tour ha una sola meta: il successo!
In bocca al lupo, AEMA!
Rabby
Un grazie particolare dallo STAFF anche alle splendide foto di John!!!
Sei un grandeeeeeee!!!!!